PUNTO DI PARTENZA: Parcheggio Loc. Lebo – 220 mt. https://goo.gl/maps/Z4aHYGVpAkMgF6nJ8

PUNTO DI ARRIVO: Panchina del Generale e Croce di San Francesco – monte Pubel 1.138 mt.

TEMPO DI PERCORRENZA: 3 – 4 h

DISTANZA: Ca. 6,8 km – 900 mt. Dsl+

CARTINA: Sentiero CAI 779 – segnavia PDZ

DIFFICOLTÀ: EE. Sentiero con pendenza elevata e tratti attrezzati.

PASSI CONDIVISI: Il sentiero va affrontato se si ha buona gestione del proprio cane. La presenza numerosa di animali selvatici ci impone di lasciare i nostri pelosi liberi solamente nel primo km, mentre i tratti attrezzati, sebbene non molto esposti richiedono concentrazione e conoscenza della montagna oltre che del proprio cane.

Un’escursione che regala panorami mozzafiato sulla Val Brenta. Il sentiero parte dal parcheggio situato al 2° tornante della strada che da Valstagna porta a Foza (lo stesso punto di partenza per Calà del Sasso, coi suoi 4444 scalini – ma questa è un’altra storia).

Cartello indicante il sentiero PDZ

In una bella giornata di sole primaverile io, La Lupa e una amica con il suo peloso, ci prepariamo per questa breve ma intensa scampagnata. Partiamo di buon’ora per evitare il caldo delle ore pomeridiane.

Ricordiamoci che ci troviamo in bassa montagna e la temperatura deve essere uno dei primi dettagli da verificare nel programmare una escursione.

Il sentiero si presenta da subito molto arduo… e sarà così fino in cima, quindi con calma partiamo!

Il cartello che illustra il sentiero nel dettaglio descrive le prossime ore di cammino. Iniziamo allora a salire, quindi decido di lasciare Sila un po’ libera perché, dopo una settimana di pioggia e di passeggiate limitate la vedo fremere dalla gioia del bosco!

Arriviamo dopo mezzo km circa al primo punto panoramico, Pian dea Mea (350mt.). Prendiamo fiato e ci giriamo verso valle…

Vecchia strada per Foza (VI).

La giornata favorevole permette di vedere fino al fiume Brenta lungo la Valsugana. Questo tratto di valle prende il nome i Canale di Brenta, dal fiume che lo attraversa.

Riprendiamo il cammino e ora lego Sila. La fauna selvatica comincia a farsi sentire nel sottobosco. Passiamo il Balcon de Rialto (479 mt.) e il sentiero si fa strada nel bosco. A poco più di 1 km raggiungiamo Col dei Mufloni (619 mt.).

Qui il sentiero spiana leggermente fino al bivio stradale (che ancora non è quello che devia verso il tratto attrezzato).

Bivio stradale.

Da qui si prosegue a sinistra seguendo le indicazioni del nostro PDZ. Il suolo è meno ostico e ben battuto lungo questo tratto e ci permette di riprendere fiato. Finalmente raggiungiamo il bivio del tratto attrezzato, che sale nettamente sulla destra, mentre noi avanziamo senza fretta verso sinistra.

Il sentiero ora si allarga leggermente e un luogo magico ci accoglie in questo sottobosco silenzioso: è il Parlamento delle Streghe, dove la platea è costruita con rami e davanti 3 pietre erette a pulpito creano un’atmosfera fantasy.

Il Parlamento delle Streghe e Sila.

Qui il percorso prosegue a ridosso della parete rocciosa, ed è proprio in questo tratto che incontriamo due caprioli. Sila comincia a fremere, ma per fortuna è legata e questo mi permette di rimanere un attimo ad osservare questi splendidi animali senza preoccupazione. Niente foto sfortunatamente ma vi assicuro che non sarà improbabile incontrarli.

Siamo arrivate all’ultimo tratto, gli ultimi 15 minuti ci separano dalla Panchina del Generale. Qui incontriamo un pezzo attrezzato con cordino e scalini, ma non prendete paura perché i passaggi risultano semplici. Ovvio, la prudenza deve essere la compagna di viaggio di ogni escursionista. È la montagna a dettare le regole, noi dobbiamo solo essere rispettosi e assecondarla.

Ed ecco apparire la panchina, là in cima al sentiero dove il sole filtra fra i rami. Il panorama è garantito. La fatica non si sente più.

Panchina del Generale – 1.045 mt.)

Ci fermiamo per prendere fiato e per goderci questa vista che vale la sfaticata. Da questo punto in 15 minuti siamo alla Croce San Francesco (1.122 mt.).

Il rientro avviene per la stessa via dell’andata. Cogliamo l’occasione per godere del panorama che in salita rimane alle nostre spalle, e rimaniamo stupite di scorgere altri scenari che salendo abbiamo tralasciato, forse anche per la fatica che esige maggiore concentrazione su dove si mettono i piedi.

Per ogni sentiero ci sarà una nuova avventura per noi… Buona montagna a tutti. Ci vediamo in sentiero!

Il sentiero in rosso è la variante senza tratto attrezzato (in blu).

Evitate il tratto attrezzato in caso di pioggia e con il vostro cane, che potrebbe mettere in pericolo voi e altri escursionisti che potreste incontrare lungo il cammino.

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